
mercoledì, 01 aprile 2009
Time: 12:59
parole e poesie
Domenica ho terminato di ri-leggere un libro che ho trovato per la seconda volta davvero bello, avvincente e ben scritto.
No, stavolta non parlo de Il Nome del Vento, so essere meno scontata a volte!
Si tratta dei primi tre libri della Saga della Spada delle Rune di Ann Marston, autrice praticamente sconosciuta che ho scoperto grazie all'edizione economica del libro edito dalla Tea.

Ci sono molte autrici di fama nel Fantasy, ma alcune meno note riescono comunque ad aggiungere voci nuove a questo genere che sta vivendo una nuova epoca d'oro grazie anche alla nuova attenzione che riceve dal mondo cinematografico e televisivo. Ann Marston a mio avviso è una di queste voci meno note, che prende elementi della tradizione celtica e mostra al lettore il suo mondo di spade magiche, personaggi accattivanti e intrecci ben costruiti. Soprattutto la scelta di creare un ciclo incentrato su generazioni differenti, quasi che il destino davvero sia l'unica cosa contro cui non si può combattere, sia che si sia uno dei buoni, sia che si faccia parte della schiera dei cattivi, mi è risultato un po' fresco rispetto agli ultimi cicli che ho letto, tutti imperniati su un personaggio o su una manciata di essi.
Il primo libro, La Spada delle Rune comincia presentandoci un giovane schiavo, chiamato Mouse, in fuga dai suoi padroni, che viene adottato da un possente guerriero Tyrano che si rivelerà più di un semplice mercenario che scorta carovane di mercanti lungo le piste del continente. La narrazione in prima persona è ben condotta, anche se a volte la storia appare un po' troppo lineare ed incentrata solo sul giovane che riscopre il proprio nome e le proprie origini dimenticate e che si rivelerà al centro delle macchinazioni del nemico che punta alla conquista di un'isola su cui il ragazzo non ha neppure mai messo piede. Il libro raggiunge una sua conclusione che però ti lascia con la voglia di scoprire cos'altro succede.
Per fortuna ecco il secondo capitolo della saga a portata di mano, Il Re d'Occidente , che in realtà è la storia dei figli di Kian e Kerry, protagonisti del libro precedene, che devono affrontare il difficile passaggio dalla giovinezza all'età adulta scontrandosi con la malvagia magia del sangue dei guerrieri Maedun. I loro tre figli dovranno percorrere questo cammino consci che saranno i loro passi che porteranno l'isola di Celi verso la salvezza o nel baratro.
Ne La Spada Infranta la protagonista si rivela essere Brynda, la nipote di Kian il Rosso, che dovrà riuscire a proteggere il Re ed i suoi principi durante il secondo e sanguinoso piano d'attacco dei guerrieri Maedun.
Ritroveremo in questo libro alcuni dei personaggi presenti nei libri precedenti, ma molti altri della nuova generazione faranno il loro ingresso nella storia per trovarvi il proprio destino. Anche in questo caso è palese che la Storia non è terminata, e mi rodo di curiosità mentre attendo di leggere i prossimi capitoli nella Saga della Spada in Esilio: Il Principe di Skai, Il Re delle Ombre e La spada in esilio
^_^
Kyx
commenti
venerdì, 20 giugno 2008
Time: 13:51
parole e poesie
ahahahahaha
Xandria - Ravenheart
Kyx
commenti
venerdì, 20 giugno 2008
Time: 13:47
parole e poesie
Questi invece sono spassosissimi!!
ROTFL!
Ayreon - Loser
Kyx
commenti
venerdì, 20 giugno 2008
Time: 13:40
parole e poesie
Kyx
commenti
venerdì, 16 maggio 2008
Time: 08:30
parole e poesie
Ieri, al telegiornale, sento l'ennesima notizia riguardo ad una morte sul lavoro. Se l'operaia non va in paradiso non va in paradiso e' perché E quando sarò ricca te lo giuro
Troppe volte ne sentiamo parlare, molti cavalcano l'onda del giusto risentimento dei lavoratori e delle loro famiglie, ma poi tutto tace nuovamente, fino alla nuova ondata.
Beh, ieri mi è tornata in mente una canzone molto toccante (altro che Nada) che conobbi da bambina, di un'artista da molto dimenticata: Anna Identici che la presentò a Sanremo 1972.
E' un folk straziante, il suo, profondamente operaio e di denuncia.
Era bello il mio ragazzo
Era bello il mio ragazzo sempre pieno di speranze
Mi diceva: "Mamma mia un giorno sai ti porto via
Via da tutta sta miseria in una casa da signora
Via da questo faticare potrai infine riposare".
Era bravo il mio ragazzo; mori' il babbo che era bimbo
ma mi disse: "Non temere. Vado io ora in cantiere
Sono grande ormai lo vedi prendo il posto di mio padre,
son capace a lavorare, non ti devi preoccupare
Era stanco il mio ragazzo in quel letto di ospedale
ma mi disse: "Non fa niente, solo un piccolo incidente
Quando si lavora sodo non c'e' soldi da buttare
Non puoi metter troppa cura per far su l'impalcatura".
Era bello il mio ragazzo col vestito della festa
L'ho sentito tutto mio, mentre gli dicevo addio
E poi quando l'ho baciato gli ho strappato una promessa
e gli ho detto anima mia presto sai portami via
Era bello il mio ragazzo ....
Se l'operaia non va in Paradiso
Non sa come andare avanti
se la prende coi padroni, se la prende coi padroni e con i santi
Iddio si arrabbia e non la vuole più.
Se l'operaia non va in paradiso non va in paradiso e' perché
Sta a guardare le signore
e si chiede che cos'hanno e si chiede che cos'hanno di migliore.
Non ha tempo per i figli
Crescono in casa come conigli
Si lamenta del suo stato
Produrre far l'amore e fa' 'l bucato.
Se l'operaia non va in paradiso non va in paradiso e' perché
ha perduto la pazienza, non le va di fare più, non le va di fare più la
riverenza
Iddio si arrabbia e non la vuole più.
Quando sarò ricca
Non prenderò più il treno pendolare,
col gelo che ti inchioda contro al muro
e stanca che non riesci a camminare.
E quando sarò ricca per dispetto
Butterò la sveglia nel torrente,
fino a mezzogiorno starò a letto
e fino a sera non farò un bel niente.
Il treno fischia con la voce rotta
Apro gli occhi di piombo su 'sta vita
Non c'è più gioventù sulla tradotta
Quando si sogna vuol dir che è già finita.
E quando sarò ricca manovali
Addio balera addio periferia
Mi vedrete talvolta sui giornali
Sempre più bella ed in buona compagnia.
E quando sarò ricca a quel paese
Tutti 'sti vestiti un po' alla buona
Andrò a Parigi a fare le mie spese
Ed ogni giorno vita da padrona
Il treno fischia forte nella nebbia
Apro gli occhi di pianto su 'sta vita
Dentro nel cuore c'è tutta la mia rabbia
Dentro nel sangue so già d'esser finita.
Il treno fischia forte nella nebbia
Apro gli occhi di piombo su 'sta vita
Dentro nel cuore c'è tutta la mia rabbia,
dentro nel sangue so già d'esser finita.
Trovo che sia agghiacciante riflettere sul fatto che in trent'anni non è cambiato nulla.
Kyx
commenti
giovedì, 08 maggio 2008
Time: 11:57
parole e poesie
Ho terminato da un mesetto circa la lettura di questo tomo, 850 pagine circa, con sommo diletto e la voracità che mi contraddistingue come lettrice.
L'acquisto è stato del tutto fortuito: non avevo mai sentito parlare dell'autore ma in seguito ho scoperto essere il libro d'esordio dello stesso, e sono rimasta incantata.
Era da parecchio tempo che leggevo libri assolutamente mediocri (come quelli della tanto citata Licia Troisi), e non avevo alcuna aspettativa nei confronti di questo.
Beh, mi sono dovuta ricredere, sul libro e sull'autore.
La struttura del libro è molto interessante, partendo da una realtà di provincia incentrata su una locanda, il cui locandiere però nasconde un segreto: non è solo una somiglianza quella che ha con il celebre e leggendario Senzasangue e Uccisore di Re.
Ma di ciò sono al corrente solo il suo allievo Bast e Cronista, girovago autore di libri che è deciso ad intervistarlo per avere la sua versione della vita di questo eroe o demone a seconda delle vedute.
Eh si, perchè fra le altre cose mi ha colpito molto la capacità dell'autore di far percepire l'interezza della storia, la necessità di accostarsi alla narrazione cogliendo anche le conseguenze meno evidenti di ogni avvenimento, l'amore per le parole e i loro molteplici significati, la complessità dell'animo umano e dei comportamenti sociali. In questo mi ha ricordato Ursula LeGuin, ed una sua citazione che il buon Negrore (ciao Andrea!!) portava in firma nei newsgroup: "Accendere una candela è gettare un'ombra".
Si dipana quindi la storia, di cui questo libro rappresenta solo l'inizio, essendo la cronaca solo del primo giorno di ricordi, intervallato, ovviamente, da avvenimenti che accadono in tempo reale. Questo perchè se devo entusiasmarmi deve essercene la ragione!
E ora sono qui, appesa ad un finale che non è la fine, in attesa che vengano editi i due libri seguenti.
L'autore, con mia somma sorpresa, mi ha addato di sua sponte su facebook, dove avevo scritto una mini recensione del libro, e pare essere davvero interessato ai commenti dei lettori, anche se scritti in un inglese che tanto corretto non è (il mio).
Patrick è del 1973, americano, e anche lui si è dedicato agli studi di psicologia. Sarà per questo che sono tanto entusiasta? ;)
Di certo vi esorto a leggere il libro, a visitare il blog del traduttore italiano del libro Darak: darak.iobloggo.com , e magari anche il sito di Pat: www.patrickrothfuss.com/
Kyx
commenti (9)
giovedì, 24 aprile 2008
Time: 08:47
parole e poesie
Ero in autostrada, lanciata ai 120 (ehy, è una panda vecchio stile! ;) che cantavo come una scema!
Ah, un po' di sano, vecchio glam!
Home Sweet Home
But my heart's of gold
I had to run away high
So I wouldn't come home low
Just when things went right
It doesn't mean they were always wrong
Just take this song and you'll never feel
Left all alone
Take me to your heart
Feel me in your bones
Just one more night
And I'm comin' off this
Long & winding road
I'm on my way
Well I'm on my way
Home sweet home
Tonight tonight
I'm on my way
I'm on my way
Home sweet home
You know that I seem
To make romantic dreams
Up in lights, fallin' off
The silver screen
My heart's like an open book
For the whole world to read
Somtimes nothing--keeps me together
At the seams
I'm on my way
Well, I'm on my way
Home sweet home
Tonight tonight
I'm on my way
Just set me free
Home sweet home
Motley Crue
Smokin In The Boys Room
Sittin' in the classroom thinkin' it's a drag
Listening to the teacher rap-just ain't my bag
When two bells ring you know it's my cue
Gonna meet the boys on floor number 2
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Teacher don't you fill me up with your rules
Everybody knows that smokin' ain't allowed in school
Checkin' out the halls makin sure the coast is clear
Lookin' in the stalls-nah, there ain't nobody here
My buddies Sixx, Mick & Tom
To get caught would surely be the death of us all
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Teacher don't you fill me up with your rules
Everybody knows that smokin' ain't allowed in school
Put me to work AT THE school book store
AT THE Check-out counter and I got bored
Teacher was lookin' for me all around
Two hours later you know where I was found
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Teacher don't you fill me up with your rules
Everybody knows that smokin' ain't allowed in school
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Now teacher I ain't foolin' around with your rules
Everybody knows that smokin' ain't allowed in school
One more time
Smokin' in the boys room
Smokin' in the boys room
Teacher don't you fill me up with your rules
Everybody knows that smokin' ain't allowed in school
Motley Crue
Kyx
commenti (2)
giovedì, 27 dicembre 2007
Time: 21:15
parole e poesie
Ehilà, vecchie spugne!
Quanto avete gozzovigliato in questi giorni?
Io mi sono battuta bene, ma soprattutto mi sto disintossicando dalla rete, per darmi alla ps2 anima e corpo!
Un po' di novità ci vuole, ogni tanto.
Ora che ho iniziao a scrivere, mi rendo conto che ne avrei di cose da dire, dal raccontare la cena bishoonica allo sparare qualche altra cavolata a ruota libera.
Ma quello che mi ha fatto venir voglia di arrivare fin qui è il giertto che stavo facendo su youtube..
Enjoy!
Kyx
commenti (2)
venerdì, 26 ottobre 2007
Time: 15:53
vacanze, parole e poesie
Una She Wolf in Irlanda. Il viaggio inizia in un caldo e ventilato pomeriggio di primavera, a metà maggio, dove riceviamo una conferma dell’inefficienza delle ferrovie italiane: l’intercity per Pisa arriva con oltre una mezzora di ritardo.. e quindi corsa a prendere la coincidenza per l’aeroporto.. giuro che mi sentivo morire! Devo fare più attività fisica, oppure viaggiare su sedia a rotelle, mi si addice molto! ^_^ Salutiamo l’Italia con l’ultimo caffè, coscienti che i giorni successivi avremmo patito la mancanza di caffeina.. Ah, il caffè! Amo il caffè... e infatti sono stata in crisi d’astinenza continua, che ho cercato di minimizzare attaccandomi alla brodaglia che ti servono all’estero. Con scarsi risultati, lo ammetto. Arriviamo a Dublino, e ci accoglie una tiepida giornata che ci fa ben sperare per il proseguio della vacanza. Ah, poveri stolti! La prima cosa che ho imparato è che in Irlanda non serve l’ombrello: c’è troppo vento! E che devo tenere i capelli legati, pena la morte per soffocamento. L’arrivo all’ostello è facile, ma un po’ sconcertante: tutta Lower Gradiner Street e le vie limitrofe sono piene di ostelli, B&B, GuestHouse. Sembra che abbiano voluto ghettizzare i turisti.. uno di fianco all’altro, non vedi altro che insegne di posti dove pernottare. Il nostro ostello, l’Abraham, è pulito, e tanto basta. Abbiamo una quadrupla per noi tre, e ci è bastata appena vista la mia propensione per il disordine. Per fortuna che non avevo abbastanza vestiti nel trolley per riempire tutta la stanza! ^_^ La prima sera incontriamo Tanith, umbra in Erasmus a Dublino, che ci porta gentilmente a zonzo per la città. Al fast food conosciamo anche Elena ed Elisa, anche loro in vacanza nella capitale irlandese, e tutti insieme andiamo a farci una passeggiata per le strade della città. La cosa che ci colpisce molto è la luce che c’è: fino alle 10 di sera abbiamo fatto foto senza flash senza grossi problemi, ed è una delle cose che ci convincono (assieme al vento e alla pioggerellina) che siamo davvero nella verde Erin. Inutile descrivere la città: bisogna andarci, vederla, gustarla. Temple Bar è una zona davvero piacevole, pedonale e affollata a tutte le ore, con gli stipiti delle porte verniciati di colori brillanti, ampie vetrine e fiumi di birra che scorrono allegramente, a giudicare da quanto è ridanciana e chiassosa la gente intorno a noi. Giriamo, beviamo, giriamo ancora, beviamo ancora, e la prima sera passa velocemente mentre la stanchezza del viaggio alla fine ci fa sentire. Ci accomiatiamo e andiamo a fare tanta nanna. Grande disappunto di Eather al mattino dopo, quando scopriamo che la colazione in ostello consiste in pane, burro e marmellata. Mikky ed io la seguiamo a ruota nel momento in cui ci rendiamo conto che non c’è burro, bensì margarina.. vogliamo i grassi animali!! E poi via, a scoprire com’è fatta Dublino alla luce del giorno. E si, perché nonostante la continua pioggerellina, l’aria è luminosa, i colori risaltano e c’è tanto da vedere! La gente, il Trinity College e la sua meravigliosa biblioteca! Che luogo incantevole! Attratti dal famoso Book of Kells, antico manoscritto monastico splendidamente miniato, scopriamo che in realtà il tesoro del College è la sua biblioteca.. saliti le scale si viene avvolti da un profumo di legno e carta, un aroma che sa di saggezza e cultura. Come rendere a parole l’emozione di entrare nel sancta sanctorum del sapere? Scaffali alti fino al soffitto ( e che soffitto!) dove sono stipati antichi libri che personaggi illustri hanno potuto sfogliare nei secoli passati. Ci allontaniamo con aria sognante, e ci imbattiamo in Molly Malone, scollacciata pescivendola dublinese, protagonista di ballate tradizionali. Proseguiamo e vaghiamo per le vie del centro alla ricerca di cibo. Ripieghiamo su un kebab, nella catena di Abrakebabra. Che errore! Non fidatevi della logica: catena di fast food, cibo non sano ma buono. A meno che non amiate la carne dura come suola si scarpa ed abbondantemente affogata nelle salse. Un po’ demoralizzati proseguiamo alla volta delle cattedrali. Dopo qualche giro a vuoto (che ci ha però fatto trovare l’unico caffe degno di tale nome assaggiato in una settimana) arriviamo alla tanto agognata St. Patrick, dove ci imbattiamo in una manifestazione studentesca contro al blocco dell’immigrazione. Nei giorni successivi scopriremo che ci è stato interdetto l’ingresso nella cattedrale a causa di un gruppo di afgani asserragliati al suo interno in pieno sciopero della fame, che minacciavano di suicidarsi piuttosto di essere rimandati in patria. Con le orecchie basse per il fallimento torniamo alla St.Christ Church e scopriamo il suo meraviglioso pavimento di piastrelle originali, la cripta e la piccola teca “the cat and the rat”: ‘sti pazzi hanno rinvenuto in una canna d’organo un gatto e un topo mummificati, e li hanno fieramente esposti. Buon dio… E via con lo shopping! Mentre Mikky fa il pigro (più che altro quello che ha dormito poco e male durante la notte), Eather ed io ci lanciamo in questa attività prettamente femminile, pur se sotto l’onnipresente acquerugiola e il maledetto vento dell’ovest. Ma il tocco da maestro Dublino ce lo riserva per quella sera: lo stufato alla Murphy. Non posso descrivere la bontà di quel piatto, ma io che non traggo particolare piacere dal cibo sono andata in deliquio di fronte a quel caldo stufato di manzo che ti si scioglieva in bocca. Assolutamente consigliato a tutti! Il terzo giorno ci prendiamo la macchina che abbiamo prenotato e andiamo a Kilkenny. Inutile dire che sono elettrizzata. Nella mia mente vedo scorrere fiumi di morbida red irish ale, ma sarò tristemente delusa: la fabbrica della Kilkenny non accetta visitatori, a meno di prenotare con anticipo, cosa che – ovviamente – non abbiamo fatto. Ci consoliamo con la ridente cittadina, anche se siamo stati tratti in inganno dal tempo: fa freddo, molto freddo, piove, e gli ombrelli ci aspettano in ostello. Pazienza, non tutte le ciambelle riescono col buco. A coronare la sfiga della giornata, mi scoppia pure un mal di testa infame, per cui giaccio come morta sui sedili posteriori della nostra fida Gran Punto bordeaux, ma nel cielo d’Irlanda appare un segno: l’arcobaleno ci accoglie a Dublino: le cose miglioreranno. Il pub di quella sera è particolarmente carino, con arredi tipici e disegni sul muro. E c’è la Kilkenny, cosa posso volere di più dalla vita? Salutiamo Dublino e partiamo verso ovest. La prima tappa è Clonnmacnoise, sito archeologico medioevale, dove si trovano due alte croci celtiche scolpite, facenti parte di un percorso forse esoterico che ignoriamo. Il sito comprende rovine di abbazie, chiese, castelli, e un piccolo cimitero. Il tempo pian piano peggiora mentre ci avviciniamo all’Atlantico, così decidiamo di dirigerci direttamente a Galway, pittoresca città di mare, dai cordialissimi abitanti. Ci diamo alle spese folli, dopo aver preso possesso della camera nel B&B di Joan, amabile padrona di casa, pronta a dare consigli e suggerimenti e a raccontarci aneddoti relativi all’assedio di Galway da parte degli inglesi. Mangiamo un altro stufato degno di lode, e poi ci beviamo una birretta al Quey Pub, dove Eather imbocca definitivamente la strada delle red irish ale. *Proud* La nostra scelta di tentare la sorte si rivela vincente, e il giorno dopo l’implacabile cielo d’Irlanda ci regala la giornata più bella, dai colori vividi e lucenti, che ci spingono ad affrettarci verso la nostra meta: le famose Cliffs of Moher, scogliere a picco sull’oceano dove rimaniamo in contemplazione dell’orlo del mondo in un contesto che ti ispira reverenziale rispetto per la natura e la serenità di essere vivi per potersi gustare un momento del genere. Tutta la vacanza non vale quel momento, per me, ne serberò per sempre il ricordo nel cuore. Ripartiamo, trascurando il Connemara con dispiacere di Eather, per approdare a Sligo, cittadina dall’atmosfera nordica e dai prezzi esagerati! Da qui ripartiamo dopo la notte per raggiungere Belfast, ultima città del nostro itinerario. La strada è lunga e non ci imbattiamo nei famosi laghi, ma abbiamo fretta d’arrivare, nonostante il tempo sia sempre inclemente. Ma ormai ci siamo rassegnati, e vaghiamo per le strade della città spazzata dalla pioggia e dal vento che ci fanno percepire una temperatura impossibilmente bassa. Facciamo compere, giriamo per il centro e poi ci dedichiamo ai famosi murales delle due opposte fazioni: repubblicani e lealisti. Le mie simpatie vanno ai primi, ma in fondo l’unica cosa importante è che non scoppino più bombe. Il pensiero è consolante, e mi trattiene dal commuovermi di fronte alle testimonianze di un conflitto civile che ha segnato la città e la sua gente. Belfast è particolarmente bella, a dispetto del suo clima indecente, e ha l’aria di una città vera, viva, irlandese. La gente ci sorride, forse perché ci vede intabarrati e sofferenti, mentre perfino i bimbi sfidano in abitini il tempo gelido. Ma siamo stanchi, provati dalle traversate, dal tempo , dall’età, e andiamo a nanna presto, per partire l’indomani alla volta della nostra ultima tappa: Tara, la collina degli antichi Re Supremi d’Irlanda, luogo magico e mistico, la Stonehenge d’Irlanda. San Patrizio ci impartisce la sua benedizione, ma non basta a scongiurare l’ira degli avversi numi, e ci becchiamo addirittura una grandinata, sotto alla quale mi allungo per terra e rompo la macchina fotografica! Mannaggia.. per fortuna le foto sono salve, ma che giramento di scatole! Ripartiamo carichi di regali e souvenir mentre il cielo ci sorride beffardo, aprendo le nubi e regalandoci l’ultimo scorcio di azzurro. La vacanza volge al termine, salutiamo la nostra Punto e attendiamo pazienti il volo. Ma quanta pazienza ci vorrà! Ci fanno imbarcare con mezzora di ritardo, e una volta sull’aereo il comandante ci informa che per problemi dell’aeroporto dovremo fare scalo a London Stantsed per fare riferimento. Morale, arriviamo a Pisa con due ore di ritardo, con gioia di mio padre che è venuto a prenderci. E quindi via, sulla Lilla, che ci riporta a casa in una calda notte di fine maggio. Il bilancio è estremamente positivo, nonostante tutti i piccoli inconvenienti incontrati, perché la compagnia è stata ottima, i posti stupendi, e il fascino della terra d’Irlanda ha controbilanciato i tiri mancini del suo implacabile cielo. Non mi resta che citare ancora una volta la canzone dei Modena City Ramblers, Un giorno di pioggia, cha non sono riuscita più a togliermi dalla testa dopo che il mio ultimo sguardo alla verde Erin è stato velato da lacrime di commozione. ♪~♪~♪~♪
♪~♪~♪~♪
Erinsong
I am the wind that blows over the sea
I am the wave of the ocean
I am the murmur of the billows
I am the ox of the seven combats
I am a vulture on the rock
I am a ray of the sun
I am the fairest of plants
I am a wild boar in valour
Come with me, I'll show you eternity
This magical ring, it holds the key to everything
Our faerie land, the forests and mountains you see
Created by magic, cast from the Gods and the Sidhe
I am a salmon in the water
I am a lake in the plain
I am the craft of the artificer
I am a word of science
I am the god that creates
In the head of man the fire of thought
I am the spear-point cast in battle
I am the druid, I am the God
Come with me, I'll show you eternity
This magical ring, it holds the key to everything
Our faerie land, the forests and mountains you see
Who shows the place where the sun goes to rest if not I?
Cruachan
♪~♪~♪~♪
E mi è tornato in mente di avere scritto qualcosa, appena rientrata dalla vacanza fatta nel 2006 con una coppia di amici.. lo avevo scritto per mettere online alcune foto, ma in fin dei conti a cosa serve un blog se non apubblicare ciò che si scrive?
In ritardo, dopo un anno e mezzo, ecco che vede le luci della riblata questo resoconto.
Enjoy.
Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po' rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d'estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno e ti copri di rosso e fiorisci d'estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull'aria di un Reel.
Modena City Ramblers
♪~♪~♪~♪
Il Cielo d'Irlanda
Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
Il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
Il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
Ti annega di verde e ti copre di blu
Ti copre di verde e ti annega di blu
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
Il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
Il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
Si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
Si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
Il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
Il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
Ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
Ma dopo un momento li fa brillare più del vero
Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
Il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
Il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Si apre e si chiude con il ritmo della musica
Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia ballando con zingari o re
Il cielo d'Irlanda si muove con te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
Il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è dentro di te.
Fiorella Mannoia
Kyx
commenti (1)
martedì, 09 ottobre 2007
Time: 20:47
parole e poesie
Il mare a Novembre era freddo come i tuoi occhi blu
Il vento piegava le dita ai pochi alberi
e ciò che sapevo io lo sapevi tu
Ritornerai
come sempre
Ritornerai
accanto a me
La voce del centro spirava dai suoi vicoli
la nave nel porto sembrava aspettare me
In questa città senza posto neanche per piangere
gli amanti stringevano al petto il loro lungo addio
Ritornerai
come sempre
Ritornerai
a Genova
Timoria
Kyx
commenti (2)
Cari viandanti, ["L'archetipo rappresenta in sostanza un contenuto inconscio che si è trasformato attraverso una presa di coscienza e per il fatto di essere stato percepito, e ciò proprio nel senso di quella consapevolezza individuale nella quale si manifesta. [...] gli archetipi si manifestano come personalità che agiscono nei sogni e nelle fantasie. [...] Può accadere che le figure archetipiche si liberino del tutto da ogni controllo cosciente, conseguendo piena indipendenza" C.G. Jung].
Ecco dunque la "lupacchiotta ubriaca in letargo", solitaria per le vicissitudini della vita, bisognosa del branco per indole. Spontanea e orgogliosa, arrogante, maliziosa, pigra. Amante della notte e dei corpi celesti, fortemente dominata dalla Luna e dall'Acqua, potenti simboli del principio femminile e dell'inconscio.
Giocare a D&D
Starmene in panciolle sul divano con un libro davanti La cioccolata!! Cazzeggiare su internet
La mia stessa arroganza, e quella degli altri Gli UtOnti di Ogame e BiteFight Non poter dormire fino a tardi per andare al lavoro Al momento sono decisamente presa con i Within Temptation Amo da tempo immemorabile gli Helloween e i Blind Guardian, anche se non sono soddisfatta dei loro ultimi album Star Wars: A New hope Star Wars: The Empire Strikes Back Star Wars: Return of the Jedi Lady Hawke Pitch Black uhhh.. categoria interessante.. preferisco andare per autori, e al limite ogni tanto vi metto un titolo in particolare! ^_^ J.R.R. Tolkien, il maestro Frank Herbert, colui che mi ha portato ad amare la cannella in modo quasi maniacale Laurell Hamilton, il suo Anitaverse è davvero coinvolgente e sensuale Anne McCaffrey, i draghi, i draghi Ursula LeGuin, accendere una candela è gettare un'ombra, e la mano sinistra delle tenebre è la luce Anne Rice, perchè i suoi vampiri resteranno sempre inarrivabili Jack Williamson, compratemi tutta! Michael Moorcock, sangue ed anime per il mio signore Arioch! Richard Matheson, lui è leggenda
Vi porgo il mio umile benvenuto in questo piccolo rifugio, luogo che aspira ad essere una nicchia per lo svago di quanti percorrono queste moderne Wilderness.
Finalmente ho deciso di ululare al mondo chi è Kyx, chi si nasconde dietro a questo nick quasi impronunciabile, chi si cela dietro a questa maschera lupina.
Kyx è nata nel 1993 come firma per i miei disegni, gli skizzi e le ingenue frasi da diario. Da allora ha iniziato a sviluppare una personalità propria, catartica e archetipica
Labirynth

oggi
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
ottobre 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
gennaio 2006
il mondo è avariato
il profeta
parole e poesie
pensieri positivi
test
vacanze
Il Blog di Wulfen
Il sito dei magnifici Bishoonen!
Dark Lyrics, testi metal
Il forum di Ogame
Il forum di BiteFight
Dark Soul
Il blog di Bluecom_lad4free
Il blog di Darak
Il blog di Fenice Banshee
Il Gama che passa di qua!
Le chitarre di Marce
Perchè in fin dei conti sono una psicologa sul serio...
Trasecoliamo!!
*loading*
Layout:
GabriVasco
distribuited on:
Gabri-Graphic
Adesivi fatti per voi
Glitterskies
Grafic On Sunset
Land of Graphic
Made in Yle
Pagine Catturate
Simple Stikers
Solo templates
» Mp3 and Video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web.
» If you like them, buy the CDs and support the artists.
» If you are the artist or the copyright owner and if you would like a link to be removed, just let me know via email me: I'll take it off, and you'll lose some free promotion.