
mercoledì, 15 aprile 2009
Time: 12:26
il mondo è avariato
Ringrazio Seven per avermi dato la possibilità di leggere questo bellissimo articolo, che condivido appieno e che voglio contribuire a far conoscere.
Ma io per il terremoto non donerò un euro
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo Di Girolamo
Kyx
commenti (3)
venerdì, 10 aprile 2009
Time: 11:37
pensieri positivi

e buona abbuffata!
Kyx
commenti (3)
venerdì, 03 aprile 2009
Time: 09:18
pensieri positivi
Bene bene bene..
Si vede che mi manca Facebook, vero?? Ahahahahah
Erano mesi che non scrivevo sul blog, e adesso tre interventi in tre giorni.. ci credo che il tempo fa cagare in questo periodo! ;)
Cavolate a parte, stavo curiosando sul mio google analytics ed ho trovato alcune chicche.
A parte che il blog è stato visto un paio di volte dalla Svizzera e una dalla Francia, udite udite sono passati di qua anche un americano/a ed un australiano/a! Pure dagli antipodi, che gaudio!
Chissà se hanno capito qualcosa delle cavolate che scrivo..
Dalla Svizzera mi hanno trovata cercando "costruzione di un tettuccio sul cancelletto entrata "..
CHE COSA????
E come diavolo ci sono finiti qui?? Ahahahahahaha
Per il resto, il maggior numero di connessioni ne vengono da Genova e da Novara.. che cosa strana!
Però anche Roma, Milano, Torino e Padova sono ben piazzate.. a molte lunghezze di distanza, ma me ne farò una ragione!
La persona che ha letto più pagine del blog ne viene da Alzate Brianza (ehi, tu, hai il record del 2009, vediamo di non perderlo, eh?!?!) ed è arrivato qui passando per il Forum di Ogame, mentre la persona che ha passato più tempo sul blog c'è stato 7 minuti e mezzo (me' cojons.. arrivava per via de "Il Profeta") ed è di Bari!
Menzione speziale per l'amico/a di San Giuliano Terme, che si posizione al secondo posto come tempo totale e pagine viste, e che è arrivato/a qui anche lui/lei da Ogame.
Notavo che non ci sono altre cose simpatiche nelle chiavi di ricerca su cui farci una risata.. molti sono arrivati qui cercando cose collegate a Lubecca ed all'architettura gotica, anche se giuro di non sapere come si costruisce un tetto gotico!! O_o
Però pare che ci sia chi capita qua proprio perchè vuole capirare qua.. mi cercano come "kyx lupacchiotta", direi che sanno chi sono! ;)
Un grazie a tutti i visitatori, già che ci siete lasciate un messaggio, anche cafone come l'amico di qualche mese fa, che così ci facciamo quattro risate.
Ciauuuuuuuuuuuuuuuuu
Kyx
commenti (5)
mercoledì, 01 aprile 2009
Time: 12:59
parole e poesie
Domenica ho terminato di ri-leggere un libro che ho trovato per la seconda volta davvero bello, avvincente e ben scritto.
No, stavolta non parlo de Il Nome del Vento, so essere meno scontata a volte!
Si tratta dei primi tre libri della Saga della Spada delle Rune di Ann Marston, autrice praticamente sconosciuta che ho scoperto grazie all'edizione economica del libro edito dalla Tea.

Ci sono molte autrici di fama nel Fantasy, ma alcune meno note riescono comunque ad aggiungere voci nuove a questo genere che sta vivendo una nuova epoca d'oro grazie anche alla nuova attenzione che riceve dal mondo cinematografico e televisivo. Ann Marston a mio avviso è una di queste voci meno note, che prende elementi della tradizione celtica e mostra al lettore il suo mondo di spade magiche, personaggi accattivanti e intrecci ben costruiti. Soprattutto la scelta di creare un ciclo incentrato su generazioni differenti, quasi che il destino davvero sia l'unica cosa contro cui non si può combattere, sia che si sia uno dei buoni, sia che si faccia parte della schiera dei cattivi, mi è risultato un po' fresco rispetto agli ultimi cicli che ho letto, tutti imperniati su un personaggio o su una manciata di essi.
Il primo libro, La Spada delle Rune comincia presentandoci un giovane schiavo, chiamato Mouse, in fuga dai suoi padroni, che viene adottato da un possente guerriero Tyrano che si rivelerà più di un semplice mercenario che scorta carovane di mercanti lungo le piste del continente. La narrazione in prima persona è ben condotta, anche se a volte la storia appare un po' troppo lineare ed incentrata solo sul giovane che riscopre il proprio nome e le proprie origini dimenticate e che si rivelerà al centro delle macchinazioni del nemico che punta alla conquista di un'isola su cui il ragazzo non ha neppure mai messo piede. Il libro raggiunge una sua conclusione che però ti lascia con la voglia di scoprire cos'altro succede.
Per fortuna ecco il secondo capitolo della saga a portata di mano, Il Re d'Occidente , che in realtà è la storia dei figli di Kian e Kerry, protagonisti del libro precedene, che devono affrontare il difficile passaggio dalla giovinezza all'età adulta scontrandosi con la malvagia magia del sangue dei guerrieri Maedun. I loro tre figli dovranno percorrere questo cammino consci che saranno i loro passi che porteranno l'isola di Celi verso la salvezza o nel baratro.
Ne La Spada Infranta la protagonista si rivela essere Brynda, la nipote di Kian il Rosso, che dovrà riuscire a proteggere il Re ed i suoi principi durante il secondo e sanguinoso piano d'attacco dei guerrieri Maedun.
Ritroveremo in questo libro alcuni dei personaggi presenti nei libri precedenti, ma molti altri della nuova generazione faranno il loro ingresso nella storia per trovarvi il proprio destino. Anche in questo caso è palese che la Storia non è terminata, e mi rodo di curiosità mentre attendo di leggere i prossimi capitoli nella Saga della Spada in Esilio: Il Principe di Skai, Il Re delle Ombre e La spada in esilio
^_^
Kyx
commenti
Cari viandanti, ["L'archetipo rappresenta in sostanza un contenuto inconscio che si è trasformato attraverso una presa di coscienza e per il fatto di essere stato percepito, e ciò proprio nel senso di quella consapevolezza individuale nella quale si manifesta. [...] gli archetipi si manifestano come personalità che agiscono nei sogni e nelle fantasie. [...] Può accadere che le figure archetipiche si liberino del tutto da ogni controllo cosciente, conseguendo piena indipendenza" C.G. Jung].
Ecco dunque la "lupacchiotta ubriaca in letargo", solitaria per le vicissitudini della vita, bisognosa del branco per indole. Spontanea e orgogliosa, arrogante, maliziosa, pigra. Amante della notte e dei corpi celesti, fortemente dominata dalla Luna e dall'Acqua, potenti simboli del principio femminile e dell'inconscio.
Giocare a D&D
Starmene in panciolle sul divano con un libro davanti La cioccolata!! Cazzeggiare su internet
La mia stessa arroganza, e quella degli altri Gli UtOnti di Ogame e BiteFight Non poter dormire fino a tardi per andare al lavoro Al momento sono decisamente presa con i Within Temptation Amo da tempo immemorabile gli Helloween e i Blind Guardian, anche se non sono soddisfatta dei loro ultimi album Star Wars: A New hope Star Wars: The Empire Strikes Back Star Wars: Return of the Jedi Lady Hawke Pitch Black uhhh.. categoria interessante.. preferisco andare per autori, e al limite ogni tanto vi metto un titolo in particolare! ^_^ J.R.R. Tolkien, il maestro Frank Herbert, colui che mi ha portato ad amare la cannella in modo quasi maniacale Laurell Hamilton, il suo Anitaverse è davvero coinvolgente e sensuale Anne McCaffrey, i draghi, i draghi Ursula LeGuin, accendere una candela è gettare un'ombra, e la mano sinistra delle tenebre è la luce Anne Rice, perchè i suoi vampiri resteranno sempre inarrivabili Jack Williamson, compratemi tutta! Michael Moorcock, sangue ed anime per il mio signore Arioch! Richard Matheson, lui è leggenda
Vi porgo il mio umile benvenuto in questo piccolo rifugio, luogo che aspira ad essere una nicchia per lo svago di quanti percorrono queste moderne Wilderness.
Finalmente ho deciso di ululare al mondo chi è Kyx, chi si nasconde dietro a questo nick quasi impronunciabile, chi si cela dietro a questa maschera lupina.
Kyx è nata nel 1993 come firma per i miei disegni, gli skizzi e le ingenue frasi da diario. Da allora ha iniziato a sviluppare una personalità propria, catartica e archetipica
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